protesi robotiche

Protesi robotiche intelligenti

I robot non saranno come Terminator, ma assisteranno l’uomo; questo è quello che noi di Neuragate speriamo e che questa ricerca pare promettere.

Abbiamo visto come i robot possono manipolare i cavi e assistere i medici in corsia, ma adesso parliamo di altri tipi di utenti.

Sono state create delle protesi robotiche intelligenti che permettono di correre e superare gli ostacoli, ma le reali applicazioni di questa tecnologia sono ancora da scoprire.

Come funzionano le protesi robotiche

Poniamo che al paziente manchi uno degli arti inferiori, le normali protesi sono limitate nei movimenti e non permettono al paziente di compiere determinati movimenti, in determinate situazioni.

protesi robotiche
protesi robotiche

Queste protesi sono intelligenti e grazie a particolari algoritmi, riescono a capire tempestivamente cosa devono fare:

Se il paziente si trova in un terreno scosceso, il controller posizionato nella protesi, adatterà il piede artificiale al terreno, permettendogli di camminare tranquillamente.

La ricerca ha provato che il paziente può muoversi a velocità diverse ed in situazioni diverse senza nessun problema.

Per ora ci si è concentrati sulle ossa del bacino e del ginocchio, ma si sta cercando di ampliare le applicazioni di questa tecnologia.

L’algoritmo euristico

La magia dietro queste protesi è data da un particolare tipo di algoritmo detto euristico.

Molto spesso, i calcoli richiesti per la risoluzione esatta di un problema sono impossibili o richiedono troppo tempo e soldi.

Un algoritmo euristico permette di dare una soluzione approssimata ad un problema, nel caso in cui i calcoli richiesti siano troppo complessi da svolgere.

Quindi dato un problema si cerca il modello matematico più semplice e che lo descriva meglio, in modo che la risposta data sia efficace ed efficiente.

La Teoria delle azioni ragionate

Grafo sulla Teoria delle azioni ragionate

Se l’algoritmo euristico è la parola magica, allora la Teoria delle azioni ragionate è la bacchetta.

L’idea di fondo è che i comportamenti di un individuo sono mediati dalla predisposizione che esso ha nei confronti di una specifica azione.

La predisposizione deriva da una “norma soggettiva”, ossia la percezione che i conoscenti dell’individuo hanno verso quell’azione,

Inoltre si deve considerare l’atteggiamento che l’individuo ha nei confronti degli effetti di quell’azione.

Ma tutto questo a cosa serve alle protesi robotiche? Questa teoria permette di far apprendere alla protesi come comportarsi.

Conclusioni

Stiamo assistendo a dei passi in avanti enormi nell’ambito della robotica e dell’ Intelligenza Artificiale.

Adesso gli algoritmi e le applicazioni abbracciano campi sempre più “irrazionali” come la psicologia.

Voi riuscite ad immaginare ad un futuro con i robot?

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