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In un mondo ideale, i cyber attacchi non accadrebbero di continuo, perchè le compagnie sarebbero in grado di usare i dati provenienti dagli attacchi per migliorare le misure di sicurezza.

Questo è quanto ha affermato Taylor Reynolds, direttore dell’ Internet Policy Research Initiative (IPRI) all’ MIT, in merito all’uso dell’ IA per prevenire cyber attacchi.

In conclusione, stiamo facendo un grandissimo regalo ai cyber criminali.

Perché dobbiamo farci aiutare dall’ IA per prevenire cyber attacchi

Il dark web non è il deep web. Nel dark web si vendono servizi illegali, mentre il deep web comprende ciò che non viene indicizzato come account bancari o account Google.

Normalmente ci arrivano notizie in merito a cyber attacchi molto sporadicamente, ma la realtà è che avvengono ogni 39 secondi.

Vengono creati oltre 300.000 malware ogni giorno e tutta questa “industria” costa 150 milioni di dollari.

Basti pensare che nel dark web vengono venduti i dati di account e carte di credito (Se vuoi saperne di più sul dark web clicca qui).

Morale: dobbiamo avere più armi possibili per difenderci.

Conviene chiamare SCRAM

SCRAM è una piattaforma ideata da Reynolds insieme a Andrew Lo, economista e professore di finanza all’MIT, e Vinoid Vaikuntanathan, crittografo.

E’ stata pensata per le aziende in modo da quantificare quanto esse siano sicure e quanto dovrebbero spendere in sicurezza.

Il team di SCRAM riceve dati da 7 grandi aziende che hanno subito 50 cyber attacchi, in modo da analizzare come essi siano stati possibili e modi alternativi per ottenere lo stesso risultato.

Perché, senza IA, la prevenzione dei cyber attacchi è debole

IA cyber attacchi
Dovete sapere che le grandi aziende hanno due team di hacker.
Uno è specializzato per attacchi esterni, l’altro per attacchi interni.

Oggi, oltre a non investire in sicurezza informatica, si sbaglia nel classificare e gestire i log degli attacchi informatici.

L’IA ci viene incontro e ci aiuta a gestire i log per creare modelli efficaci per la previsione dei cyber attacchi.

Questo non vuol dire che spariranno gli attacchi informatici, ma sicuramente che gli stessi script non funzioneranno più e molti hacker saranno costretti a trovare sempre nuovi exploit che l’IA classificherà e ricorderà.

Il futuro di SCRAM

L’algoritmo è nato da poco, ma i risultati sono incredibili e l’MIT sta progettando di espandersi e far partecipare nuove aziende.

Si parla di circa 70 o 80 compagnie, che operano in settori diversi, ma che necessitano di proteggere i loro dati.

SCRAM non previene gli attacchi per far risparmiare i soldi alle aziende o proteggere la loro immagine.

Oggi la guerra si basa sui dati che costituiscono la nostra identità digitale: non possiamo più dividere il reale dal virtuale, perché ormai l’uno è connesso con l’altro. (approfondisci vedendo The great hack)

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Valerio Cattedra

Valerio Cattedra

Ciao! Il mio nome è Valerio e sono un inguaribile curioso. Nella vita mi sono sempre dedicato a conoscere, per questo la mia più grande passione è scoprire nuovi luoghi e nuove tecnologie. Il mio obiettivo? Far conoscere questo stile di vita proprio a te.