arte intelligenza artificiale

Arte ed intelligenza artificiale: possono diversi quadri essere connessi?

Da sempre associamo l’arte come il tratto più creativo ed unico della razza umana, quindi accostarla ad un freddo programma informatico è veramente strano.

Ecco come arte ed intelligenza artificiale sono collegate.

Dalle pitture rupestri ad oggi, esistono milioni di quadri diversi, ma è inutile dire che esistono anche molti omonimi, copie e rimandi.

Un gruppo di ricercatori del MIT, in collaborazione con Microsoft, ha creato un algoritmo capace di trovare dei parallelismi veramente incredibili.

Come fa un algoritmo di intelligenza artificiale ad analizzare le opere d’arte?

I quadri messi a confronto facevano parte del Met (Metropolitan Museum of Art) e dell’Amsterdam Rijksmuseum.

L’algoritmo di intelligenza artificiale lo abbiamo già incontrato in una guida precedente ed è molto simile a quello usato per i deepfake.

La potenza delle associazioni trovate da questo algoritmo, non sta nelle pose dei soggetti o nei colori usati, ma nei temi trattati dall’ opera.

arte intelligenza artificiale

Parliamo dell’algoritmo MosAIc

Dall’algoritmo StyleGAN, usato nei deepfake, ha preso l’abilità di analizzare le immagini, ma la capacità di associarle per temi è totalmente nuova.

Per capire quanto il sistema fosse vicino alle intuizioni umane, i ricercatori del MIT, hanno realizzato due dataset per valutare i sistemi condizionali di recupero delle immagini.

Un set di dati ha sfidato MosAIc e un altro algoritmo a trovare immagini con lo stesso contenuto anche dopo che erano state “stilizzate” con un metodo di trasferimento di stile neurale.

Il secondo dataset ha sfidato nuovamente i due algoritmi a recuperare lettere inglesi su diversi caratteri.

In poco meno di due terzi del tempo, MosAIc è stato in grado di recuperare l’immagine corretta in una sola ipotesi da uno stock di 5.000 immagini.

Considerazioni sulla ricerca

Come affermato nei precedenti articoli sul tema, l’intelligenza artificiale sta arrivando in campi che credevamo inarrivabili come l’arte.

Per ora non possiamo dire che robot e algoritmi possano sostituire un Van Gogh o un Raffaello dato che quest’ultimi sono artisti con ideali, sentimenti e un pensiero ancora non emulabili dalle macchine.

Sicuramente questa tecnologia ci sta aiutando nello studio delle opere d’arte, quindi nel comprende ancora più a fondo la storia e il pensiero dell’uomo stesso.

Prima noi imparavamo a conoscere le macchine, ora loro imparano a conoscere noi.

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