app immuni come funziona

App Immuni: ecco come funziona e dettagli sulla Privacy

C’è stato molto dibattito sulla nuova app che verrà rilasciata gratuitamente a fine maggio chiamata “Immuni“, sviluppata dall’azienda milanese Bending Spoons al fine di tracciare i contagi da COVID-19 con lo scopo di contenere l’epidemia e prevenire nuovi focolai.

Recentemente il Ministero dell’innovazione ha pubblicato su GitHub un documento dettagliato (in inglese) che spiega meglio il funzionamento tecnico dell’app Immuni, qui trovate il link al documento mentre invece in questo articolo verrà spiegato – in italiano – come funziona tecnicamente l’app Immuni.

PER UN RIASSUNTO, SCORRI IN BASSO O CLICCA QUI.

Nota: in questo articolo verranno evidenziate in verde le frasi che riguardano la Tutela della Privacy

Immuni: Come scaricarla e quali dati inserire

L'unico dato personale richiesto sarà la provincia di riferimento
Quali dati inserire su Immuni

L’app sarà disponibile gratuitamente sui principali store (Play Store, App Store e sicuramente anche AppGallery per chi ha HUAWEI) a fine maggio (forse venerdì 29), mentre invece non ci sono notizie per chi possiede un Windows Phone.

Privacy: Che dati vogliono sapere?

  • Dichiarare di avere 14 anni o più
  • Inserire il nome della provincia
  • Consenso al trattamento dei dati
  • Adesione al progetto volontario

Una volta scaricata l’utente dovrà dichiarare di avere un’età uguale o maggiore di 14 anni, il nome della provincia in cui vive, il consenso al trattamento dei dati e l’adesione al progetto su base volontaria.

Nulla di più, nulla di meno.

La tecnologia usata: come funziona Immuni?

app Immuni grafica
Immuni utilizzerà il Bluetooth

L’applicazione sfrutterà il sistema Bluetooth Low Energy (ovvero che consuma poca batteria), perciò si dovrà tenere sempre attivo il Bluetooth.

Ogni volta che due persone che hanno scaricato l’app Immuni, entrano in contatto per più di cinque minuti, tutti e due i loro dispositivi generano un codice crittografato non riconoscibile e li incrociano in maniera del tutto anonima.

Il termine tecnico associato a questo procedimento è chiamato handshake, ovvero ‘stretta di mano digitale’ che consiste di memorizzare questo codice SOLO sui rispettivi smartphone.

app Immuni screen
Schermate di benvenuto

Privacy: Che fine fanno i miei dati?

“Dati”, non ci sono dati, si parla di codici crittografati che non sono associabili a una persona (es. CC3-4O4-2XC). I due codici che si scambiano tra dispositivi restati a contatto per più di cinque minuti, vengono archiviati in maniera decentralizzata, ciò significa che non vanno a finire in nessun database.

Inoltre è importante dire che la chiave di riconoscimento legata a un utente (quel codice tipo CC3-4O4-2XC) varia in continuazione (tipo Google Authenticator) e quindi sarà impossibile associarla a una determinata persona.

L’app Immuni registra gli incontri per un massimo di 30 minuti, come prescrivono i protocolli di Apple e Google, in modo da non permettere di ricostruire la durata delle frequentazione e della loro ripetitività.

Leggiti anche: Vaccino COVID-19: Bill Gates pagherà la produzione per tutto il mondo

Immuni: Se sono positivo al Coronavirus?

app Immuni schermata Coronavirus
Schermata Coronavirus

Se ad esempio un utente dopo aver effettuato un tampone scoprisse di essere positivo al Coronavirus, deve volontariamente compilare un apposito campo nell’applicazione.

Mentre l’utente positivo compila il campo per dichiarare di avere il COVID-19, sarà assistito dal personale sanitario. Dopodiché riceverà una One-Time password (utilizzabile una volta sola, come i codici per accedere su Google che ci arrivano via SMS) che dovrà comunicare – ancora non si sa come, forse tramite telefono – a un addetto ATS (Agenzia di Tutela della Salute) che lo aggiungerà a un database e aspetterà conferma dall’utente per salvare il codice.

E se sono stato a contatto con una persona contagiata?

Da quel momento, in cui la persona ha comunicato di essere positiva al COVID, tutti gli smartphone che sono entrati in contatto con la persona malata riceveranno una notifica di allarme, con scritto le varie procedure da fare.

Va da sé che il tracciamento delle nuove infezioni, in base al numero di notifiche inviate, consentirà di prevedere quanti posti in terapia intensiva potrebbero rendersi necessari nelle ore successive, quanti tamponi è probabile che saranno eseguiti e altre previsioni di tipo sanitario.

In sostanza

Scopo.
L’app Immuni è sviluppata dall’azienda Bending Spoons col fine di tracciare i contagi e verrà resa disponibile gratuitamente a fine maggio.

Dati da inserire.
Per usare l’app bisogna avere minimo 14 anni e i dati da inserire sono solo la provincia in cui si vive, il consenso al trattamento dei dati e l’adesione al progetto.

Come funziona.
Immuni funziona grazie alla tecnologia Bluetooth Low Energy e quindi necessita che ogni persona lasci il Bluetooth attivo.

Tecnologia e Privacy.
Quando due persone che hanno l’app rimangono vicini per più di 5 minuti, tutti e due i telefoni si scambiano dei codici crittografati (tipo ABC-000-123) e vengono memorizzati SOLO sui telefoni ed essendo un archiviazione decentralizzata i codici non verranno inviati a nessun database esterno (come quelli di Google o Apple).

In caso di contatto con un contagiato.
Se una persona risulta positiva al Coronavirus deve spontaneamente dichiararlo in un’apposita sezione e da quel momento in poi tutte le persone che sono state in contatto con quel codice identificativo riceveranno una notifica di allarme con scritto cosa fare.

Fonte

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram