Colonizzazione spazio

La gravità artificiale ci aiuterà a colonizzare lo spazio

Gli astronauti hanno sempre dovuto affrontare gli effetti dell’assenza di gravità sui loro corpi soffrendo di perdita di massa muscolare, riduzione della densità delle ossa e capacità polmonari.

La gravità zero è un’esperienza incredibile, ma a lungo termine porta innegabili problemi fisici che non permettono una permanenza troppo prolungata nello spazio.

Nella Stazione Spaziale Internazionale, gli astronauti combattono questi effetti negativi con esercizio fisico quotidiano e integrazioni medicinali.

Però non è un metodo molto efficace ed efficiente, l’unica soluzione a lungo termine sarebbe la famosa gravità artificiale da fantascienza.

La gravità artificiale è possibile, ma non come immaginiamo

Nei film, la gravità artificiale si attiva in tutta la navicella spaziale premendo un semplice pulsante e facendo roteare l’intera nave su sé stessa.

Nella realtà, non adottiamo soluzioni del genere perché troppo fantascientifiche o complesse, però un sistema si è comunque trovato.

I ricercatori dell’Università del Colorado, con l’ingegnere aerospaziale Torin Clark, hanno infatti sviluppato un macchinario che sfrutta l’accelerazione centripeta per poter raggiungere l’accelerazione di 9,81 m/s^2, equivalente all’accelerazione gravitazionale terrestre.

Potrebbe interessarti: Lancio SpaceX, perché è importante

Il macchinario somiglia ad un tavolo rotante, sul quale l’astronauta si posizionerà con la testa sull’asse di rotazione e i piedi verso l’esterno.

Ecco l’apparecchiatura in funzione

Questo approccio permette di non dover progettare intere navicelle che creino gravità artificiale, ma di piazzare semplicemente una “stanza della gravità” nel quale gli astronauti potranno staccare dalla gravità zero dello spazio per qualche ora al giorno.

Il problema da affrontare

L’unico problema è che basta un movimento sbagliato della testa per andare incontro a chinetosi e nausea.

Infatti se si gira leggermente la testa mentre si usa il macchinario, il nostro cervello riceve segnali contrastanti dai nervi nelle orecchie e la nostra visione, portando ad un senso di vertigine e nausea.

I ricercatori stanno cercando di risolvere questo problema, ma alcuni sostengono che basterebbe superare la curva di adattamento per non soffrire più di questo problema.

D’altronde è molto simile a quel ce affrontano i piloti degli aerei da combattimento nell’addestramento, durante il quale il loro cervello si abitua ai vari tipi di segnali -anche contrastanti- che riceve dal corpo.

Comunque sia, risolvere questo problema è una base per la futura espansione dell’uomo nello spazio.

Fonte

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram

Ci teniamo a comprendere le esigenze dei nostri utenti, per questo di chiediamo di aiutarci compilando il questionario che abbiamo sviluppato. Clicca sul pulsante “Partecipa”, ci vorranno meno di 2 minuti. Grazie!