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Molti studi stanno approfondendo quella che è e potrà essere l’interfaccia neurale. Grazie a quest’ultima si potrebbero fare molte cose, come controllare arti robotici in modalità wireless.

In cosa consisterebbe l’interfaccia neurale?

Per molti anni i team di ricerca e sviluppo per queste tecnologie si sono concentrati sull’interfaccia che collega il cervello umano al computer.

Tutto ciò è possibile grazie a un chip che viene impiantato nel cervello al di sotto del cranio. Questa tecnologia permetterebbe alle persone con disabilità fisiche di ri-acquisire quello che ormai avevano perso.

Chi, ad esempio, non può muoversi o chi non ha un braccio, e chi soffre di questo tipo di malattie, ha ancora una speranza grazie a tutto ciò.

Leggi anche: Un’ interfaccia neurale fa riacquistare il tatto e l’abilità motoria

Cosa succede in realtà

Al momento far comunicare il computer con i nostri cervello tramite un meccanismo wireless, non è ancora possibile. Durante gli studi, gli scienziati, collegando il cervello al computer tramite i cavi, hanno registrato un enorme attività neurale. Questa ha causato un po’ di riscaldamento sulla macchina, quindi impiantare un chip che si surriscalda appena si prova a fare una determinata cosa, non sarebbe benevolo per l’uomo.

Arrivano i soccorsi

Lo studente laureato Nir Even-Chen e il ricercatore post-dottorato Dante Muratore hanno identificato dei circuiti adatti a controllare le protesi robotiche. Grazie a questi circuiti adatti, si eviterebbe il surriscaldamento di questa tecnologia, ci sarà bisogno di meno energia e inoltre permetterà un impianto del chip in totale sicurezza.

I test per l’interfaccia neurale

I recentissimi studi che hanno preso 3 primati e un uomo, hanno dimostrato che questo sistema, trovato da questi ex-studenti, possa effettivamente essere realizzabile e applicabile.

L’interfaccia wireless potrà controllare (o meglio l’uomo, grazie a questa interfaccia) con precisione il movimento che si vorrà eseguire, attivando solo le aree e le sottoaree necessarie a quel movimento, senza andare alla rinfusa.

Al momento queste sono teorie applicate a delle macchine, ma il passo successivo a questa nuova scoperta è proprio quello di costruire un’interfaccia neurale e dei sistemi adatti per il controllo delle arti robotiche.

Fonte

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Antonio Furioso

Antonio Furioso

Fondatore di Neuragate. Credo molto in quello che le immagini possono comunicare, per questo sono fortemente attratto dalla Computer Vision. Mi piace tutto quello che è nuovo. La curiosità è quella che mi spinge oltre le aspettative e a fare sempre di più.