DNA

I supporti di memoria basati sul DNA sono il futuro

Entro il 2040 le informazioni e i dati prodotti dall’umanità supereranno di gran lunga la capacità massima stimata di tutti i microchip che saremo in grado di fabbricare.

È per questo che la scienza sta cercando metodi alternativi per immagazzinare dati utilizzando il sistema di codifica dei dati genetici nel DNA.

La capacità di memoria del DNA

In teoria, questa sostanza può contenere moltissime informazioni, fino a un exabyte (un miliardo di gigabyte) per millimetro cubo di DNA. Inoltre ha un ciclo di vita enorme visto che può essere sequenziato anche da fossili di 700,000 anni fa.

Il più grande problema nel fare uso di questi vantaggi è che il DNA è estremamente difficile da sintetizzare. Per creare nuove sequenze di DNA che abbiano la codifica desiderata gli scienziati usano un processo lento e con un’alta percentuale di errori, senza contare anche la spesa ingente.

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DNA

La nuova teoria

Un gruppo di ricercatori dell’University of Illinois ha recentemente pubblicato un articolo dove spiegano una tecnica alternativa che potrebbe abbattere la barriera della sintetizzazione.

Nell’articolo si parla di un processo per utilizzare il DNA in modo molto simile a quello usato agli albori dell’informatica con le schede perforate.

Praticamente la tecnica prevede l’uso di enzimi specializzati per intaccare secondo uno schema sequenze di DNA in già esistenti, in modo da codificare dati senza dover sintetizzare nuove molecole.

Nonostante la sintetizzazione di nuove sequenze di DNA possa risultare in una più grande capacità di archiviazione, il metodo delle “schede perforate” sarebbe molto meno costoso in termini di soldi, fatica e tempo.

Passato, natura ed innovazione

Questa idea è stata sviluppata prendendo ispirazione dal funzionamento dei primi computer come il famoso ENIAC (II guerra mondiale) e dall’evoluzione naturale degli enzimi programmati in modo naturale alla codifica di dati.

In quest’ottica si sta riuscendo ad innovare in tantissimi campi, imparando dal passato e facendo tesoro di quello che abbiamo imparato nel frattempo.

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