Arte e robot

Arte e robot: un giorno potrebbero essere loro gli artisti

Potrebbe sembrare strano, ma un domani arte e robot potrebbero avere un rapporto simile a quello che oggi noi umani abbiamo con quest’ultima. Non solo, potrebbero spiegarci anche il loro significato a noi “stupidi” umani.

I robot un giorno potrebbero creare anche loro l’arte e saranno in grado di spiegarla a noi umani

No, non è uno schizzo di una trama di un episodio di una nota serie TV a tema futuristico di Matt Groening (avete capito a quale serie ci riferiamo, i più nerd avranno già capito); ma è una “folle” speculazione del filosofo e fisico Arthur Miller.

Un giorno molto lontano, presto arte e robot saranno molto più vicini tra di loro, come ora lo siamo noi umani. Ma affinché ciò possa accadere, si dovrebbero verificare alcune condizioni.

Arte e robot
Calculon, “talentuoso” robot attore (ed artista) personaggio secondario della serie Futurama di Matt Groening (20th Century Fox Broadcasting 1999-2014)

Tutta la sua teoria è racchiusa nel nuovo libro che lui ha pubblicato, intitolato: “The Artist in the Machine” (L’Artista nella Macchina); dove analizza i fattori che in futuro potrebbero portare un A.I consenziente a produrre e spiegare a noi la propria arte.

Per quale motivo in futuro arte e robot saranno sempre più vicini tra loro?

Dal libro del Miller, si può evincere come l’attuale tecnologia in ambito di intelligenze artificiali, sia sempre maggiormente sempre più correndo e si sia evolvendo sempre di più.

Egli ipotizza che tra non poco meno di un secolo, anche a livello solo ed esclusivamente sperimentale, potremmo vedere delle A.I sempre più creative ed autonome.

Se ci fermassimo ad immaginare quello che potrebbe accadere da qui a meno di un secolo, e se ci soffermiamo ai nostri attuali traguardi raggiunti nello sviluppo di intelligenze artificiali (a livello sperimentale) pian piano sempre più autonome ed intelligenti; possiamo condividere il pensiero del Miller.

Tutto ciò, semplicemente perché un futuro robot o una “semplice” intelligenza artificiale potrebbe sviluppare il così detto “gusto del bello” e potrebbe apprezzare l’arte umana; oppure potrebbe produrla essa stessa e farla comprendere agli umani.

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