Quanto di luce: come questo può velocizzare l’AI

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Un quanto di luce potrebbe davvero velocizzare i processi di intelligenza artificiale!

Come è stato riportato dalla rivista Nature, un team di ricercatori ha introdotto un nuovo processore fotonico che permetterebbe di velocizzare le elaborazioni dei nostri computer.

Le reti neurali artificiali ad oggi consentono di fare molte cose come riconoscere il volto di una persona, riconoscere oggetti e animali, costruire una canzone o una poesia e anche elaborare diagnosi mediche.

Il problema di queste reti neurali è che per essere addestrate e testate hanno bisogno di un’enorme potenza computazionale, in alcuni casi.

Purtroppo la potenza che hanno oggi i nostri computer sta raggiungendo il limite e per questo si stanno cercando nuovi metodi per superare questo limite.

Una delle soluzioni è stata proposta dai ricercatori dell’Institut National de la Recherche Scientifique (INRS), ovvero sostituire gli elettroni con i fotoni per trasportare le informazioni.


Elettrone: è una particella subatomica, detta anche “particella elementare”, possiede una carica elettrica negativa.

Fotone: era precedentemente chiamato quanto di luce e fa parte del quanto di energia delle radiazioni elettromagnetiche.


I fotoni permettono di elaborare le informazioni più velocemente e attualmente sono alla base dell’intero internet.

Alla velocità della luce

I ricercatori hanno già effettuato qualche esperimento.

In pratica hanno integrato su un chip di computer un pettine di frequenza otticauna sorgente luminosa composta da molte modalità di frequenza equamente distanziate – e questo ha permesso un elaborazione di calcolo più veloce del solito su alcune delle applicazioni di deep learning.

Secondo i ricercatori infatti, questo permetterà di velocizzare reti neurali ancora più complesse rispetto a quelle di adesso che aiutano a riconoscere volti in video, o fare diagnosi mediche.

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Antonio Furioso

Antonio Furioso

Fondatore di Neuragate. Credo molto in quello che le immagini possono comunicare, per questo sono fortemente attratto dalla Computer Vision. Mi piace tutto quello che è nuovo. La curiosità è quella che mi spinge oltre le aspettative e a fare sempre di più.

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