Spieghiamo cosa sono i Big Data

Big Data

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Big data è un nome che sentiamo sempre più spesso quando si parla di innovazioni e rivoluzioni nel campo dell’IA o marketing per le grandi compagnie, ma di cosa si sta parlando effettivamente?

I big data sono grandi masse di dati che vengono analizzati e studiati per cercare schemi e collegamenti interni che vengono poi elaborati per vedere pattern che altrimenti non avremmo mai preso in considerazione.

Tipi di dati

Certo che però “masse di dati” dà solo un’idea vaga, quindi ecco qualche esempio concreto di dati che generiamo quotidianamente:

  • Carte di credito e shopping: il modo in cui spendiamo soldi può farci collegare ad altri prodotti simili su cui spendere ancora e ancora.
  • Dispositivi collegati all’internet of things come videocamere di sicurezza o elettrodomestici smart, che hanno bisogno di comunicare e scambiare dati gli uni con gli altri.
  • Smartphone: ogni singola interazione con il nostro cellulare crea un gran numero di dati di profilazione e utilizzo, persino senza aprire nessuna app.

La mole di dati generati già solo negli ultimi due anni supera l’ordine dei zettabyte (un solo zettabyte equivale a 1073741824 terabyte). Non tutti sono disponibili e utilizzabili, ma vedremo alla fine il perché.

Sfruttare i Big data

Chi sfrutta di più i big data sono i business, con così tante informazioni a disposizione si può analizzare trend, gusti, disponibilità economica e tanto altro per offrire sempre il prodotto più adatto.

In altri ambiti abbiamo per esempio l’utilizzo di masse enormi di dati per tracciare il contagio durante la pandemia.

Leggi anche: Cos’è il Data Mining

Oppure basta pensare a quanto sono importanti nello sviluppo del machine learning: solo con grandi quantità di informazioni sono in grado di imparare a loro volta.

Comunque sia, queste enormi moli di dati sarebbero inutili senza un algoritmo capace di analizzare e trovare i pattern in modo efficiente e veloce, ed è quella la parte più importante.

Infatti la vera rivoluzione dei Big Data sta nel perfezionamento dell’analisi, è per questo che sono nate figure professionali come il Data Scientist.

E la privacy?

C’è infine la preoccupazione che tutti i nostri dati siano in mano a multinazionali che potrebbero utilizzarli a nostra insaputa o venderli.

Per esempio Google ha fondato un impero sulle pubblicità mirate, che funzionano grazie ad algoritmi di analisi, profilazione e categorizzazione.

Per fortuna in Europa ci sono regolamenti stingenti che limitano l’utilizzo e il commercio dei dati sensibili che possono essere ricollegati a persone fisiche.

Se siete interessati, potete leggere la dichiarazione della Commissione Europea con gli aggiornamenti fino a febbraio 2020 qui.

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Andrew

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