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L’intelligenza artificiale (AI) sta diventando parte integrante della nostra vita quotidiana e il servizio denominato Algorithm Register ne è la prova.

Ci sono nazioni in cui gran parte dei servizi di pubblica utilità, soprattutto quelli relativi alle cosiddette smart cities, sono regolati da complessi algoritmi.

Olanda e Finlandia, due dei paesi europei in cui il settore digitale e AI contribuisce maggiormente al PIL nazionale, hanno attivato un Algorithm Register per le loro rispettive capitali.

Cos’è un Algorithm Register?

Un Algorithm Register consiste in una pagina web nella quale gli utenti possono consultare diverse informazioni riguardanti gli algoritmi di AI, utilizzati dalle città per gestire alcuni servizi al cittadino.

Il servizio è stato ideato e sviluppato da Saidot, una startup finlandese che ha l’obiettivo di portare trasparenza, comprensibilità e comunicazione, relativamente ai sistemi di AI utilizzati nelle città; tutto questo nell’interesse dei cittadini e di chi è attratto da queste tematiche.

Quali sono gli use cases consultabili?

Il progetto è ancora in fase beta, ma l’Algorithm Register di Amsterdam e quello di Helsinki sono già online.

Per quanto riguarda la capitale olandese, al momento è possibile accedere alle informazioni su tre diverse applicazioni:

  • Controllo automatico dei parcheggi della città;
  • Individuazione di frodi nell’affitto di abitazioni per le vacanze;
  • Gestione di criticità nello spazio pubblico.

Nell’Algorithm Register di Helsinki invece le applicazioni di algoritmi di AI consultabili sono le seguenti:

  • Chatbot per servizi sulla salute, maternità, parcheggi e raccomandazione di libri;
  • Management system bibliotecario.

La descrizione del funzionamento dell’AI, finalizzata all’erogazione dei servizi citati, risulta essere di facile comprensione anche per i non addetti ai lavori.

Ciò rappresenta un grande passo verso l’alfabetizzazione dei cittadini rispetto a questi temi.

A quale tipologia di informazioni è possibile accedere?

Ogni algoritmo prevede una serie di informazioni che l’utente può consultare:

  • Datasets: le fonti di dati utilizzate per lo sviluppo e il funzionamento del sistema, il loro contenuto e le metodologie di utilizzo;
  • Elaborazione dei dati: le operazioni logiche e i ragionamenti alla base della processazione dei dati fatta dall’AI;
  • Non discriminazione: la capacità dell’algoritmo di essere equo nell’erogazione del servizio;
  • Supervisione umana: individuazione delle persone che svolgono un ruolo centrale per il funzionamento del servizio;
  • Rischi: gli errori che l’algoritmo potrebbe commettere e l’impatto che i medesimi hanno sui cittadini.

Attraverso la divulgazione di questi dettagli, risultano più chiari i vari strati sui quali l’AI viene costruita.

Saranno comprensibili le operazioni che consentono il corretto funzionamento dell’AI e le conseguenze di eventuali errori nei confronti degli utenti.

Questo ci fa capire quanto la trasparenza di questi strumenti sia fondamentale per il processo di trasformazione digitale della società.

E in Italia possiamo aspettarci un Algorithm Register?

C’è da chiedersi quando in Italia saranno disponibili servizi simili.

L’Italia risulta essere più arretrata rispetto a molti paesi europei nel settore digitale e AI.

Algorithm Register
Il grafico evidenzia come il settore Digitale e AI, in termini di percentuale sul PIL, sia relativamente basso nel nostro paese.

Quello che però ci può rassicurare è che il 2 Luglio del 2020, il Ministero dello Sviluppo Economico ha condiviso un interessante documento: “Proposte per una Strategia italiana per l’intelligenza artificiale”.

In che cosa consiste questa strategia per l’intelligenza artificiale?

Si tratta di un vero e proprio piano di azione a cinque anni per l’Italia, proposto con l’ausilio di grandi esperti del settore.


Tra gli innumerevoli punti presenti, spiccano quelli finalizzati ad avvicinare la popolazione all’AI e ad una maggiore comprensione e consapevolezza della stessa.

In particolare è stata posta l’attenzione su:

  • campagne informative in italiano per rendere edotta la popolazione circa caratteristiche, opportunità e rischi dell’AI;
  • un ruolo attivo della RAI nell’educazione digitale;
  • formazione sull’AI a partire dalle scuole superiori;
  • una piattaforma per la consultazione dei cittadini in tema di automazione e AI.

Sembra chiaro che la comunità italiana di esperti del settore riconosca l’importanza dell’alfabetizzazione dei cittadini nel campo dell’AI.

Vedremo un AIgorithm Register anche per le città italiane nei prossimi anni? È molto probabile.

Ciò dipenderà molto dalle strategie future di utilizzo dell’AI nella pubblica amministrazione.

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Edoardo Di Toma

Edoardo Di Toma

Junior Data Scientist in Vedrai S.p.A. e laureato in Management e Finanza. Ho completato il master in Data Science e Intelligenza Artificiale di Talent Garden Innovation School. Oltre che di data science, sono appassionato di musica, boardgames, calcio e tanto altro.

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