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La programmazione: cos’è e come funziona

Sarebbe interessante capire e muovere i primi passi nella programmazione; la base su cui ogni programma nasce e la base su cui si basa tutta l’informatica odierna. Se volete apprendere qualcosa di questo mondo, leggetevi questa piccola curiosità.

Cos’è un programma? Cosa funziona? Cosa svolge? Rispondiamo alle domande

Un programma principalmente è un insieme di funzioni che svolgono dei determinati algoritmi incentrati nella risoluzione di un dato problema. Un programma può essere ad esempio: un app, un sito web, un software per il PC e non solo.

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Un programma può essere impiegato anche in robotica ad esempio per gestire la potenza erogata dalla batteria ai vari rotori. Potremmo dire, perciò, che tutto ciò che comporta un insieme di funzioni che svolgono dei determinati algoritmi posti alla risoluzione di un dato problema possono essere dei programmi; questi possono andare dal software, all’app fino ad una intelligenza artificiale.

Un programma però non può essere scritto in linguaggio umano, pertanto bisogna munirsi e conoscere un linguaggio che faccia da intermediario tra il programmatore e la macchina che programma, che si chiama linguaggio di programmazione.

Pertanto alla definizione che abbiamo dato già prima di programma, potremmo aggiungere che le funzioni e gli algoritmi per risolvere un dato problema; devono essere scritti con un linguaggio che riduca il gap tra uomo e macchina e dia delle istruzioni da far eseguire alla macchina.

Che cos’è un linguaggio di programmazione e quanti ne esistono?

Un linguaggio di programmazione, è il linguaggio che “si mette in mezzo” tra l’umano e la macchina. Serve per tradurre in linguaggio macchina le istruzioni che vogliamo affinché la macchina esegua e risolva il nostro problema.

Nel “neolitico” dell’era informatica, moltissimi sviluppatori hanno iniziato a programmare con dei linguaggi di programmazione, vicinissimi al linguaggio macchina dei computer: i così detti linguaggi Assembly.

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Ognuno differente a seconda dell’architettura che si andava a programmare, la più famosa e più studiata nei corsi di informatica alle scuole ed alle università è il linguaggio assembly dell’architettura Intel 8086 (padre della maggior parte dei moderni processori Intel).

Da questi linguaggi assemblatori, pian piano sono nati sempre linguaggi più complessi sino ad arrivare ai moderni linguaggi di programmazione come C++, Java, C# (C-Sharp), Python, Ruby, tanti altri.

Un esempio di programma in C e com’è formato un linguaggio di programmazione moderno

Il padre dei moderni linguaggi di programmazione è sicuramente il linguaggio C, sviluppato nel 1972 dal matematico teorico ed informatico Dennis Ritchie.

Questo linguaggio si presentava più intuibile e più facile nell’uso, rispetto ai precedenti linguaggi assembly e con un metodo di approccio al linguaggio simile per alcuni versi alla lingua inglese.

Molto presto, successivi informatici hanno preso spunto dal linguaggio C per creare versioni più semplificate, moderne e potenti di questo primo linguaggio moderno (tutt’ora largamente usato). Riportiamo in seguito un esempio di codice scritto in C.

#include <stdio.h>

int main()

{

printf(“Ciao a tutti gli amici di Neuragate!\n”);

return 0;

}

// questo è un codice sorgente di un programma scritto in C

Come si può ben notare, ci sono alcune semplificazioni nelle istruzioni del linguaggio C che hanno preso spunto dalla lingua inglese. Come anche le lingue umane, i linguaggi di programmazione hanno le loro regole grammaticali da rispettare che vengono chiamate regole di sintassi.

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Un esempio di programma scritto in C eseguito dal terminale di Fedora Linux

Qualora le regole di sintassi, non venissero rispettate il programma non viene “compreso” dal computer (in gergo compilato) ed o non verrà avviato oppure presenterà errori d’esecuzione.

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