Adriano Olivetti

Adriano Olivetti: il genio imprenditoriale del “boom” italiano

Adriano Olivetti è uno tra gli uomini italiani, che ha ispirato maggiormente generazioni di imprenditori intraprendenti, coraggiosi e volenterosi di mettersi in gioco. Parlare di questa figura imprenditoriale nota in Italia e nel mondo può far ben comprendere come piccole scelte, possano far scattare meccanismi rivoluzionari che perdurano nel tempo.

Il genio italiano, Adriano Olivetti, che rivoluzionò lavoro e produzione contribuendo al “boom economico” italiano

La vita di Adriano Olivetti attraversa i momenti più bui e più difficili della nostra nazione, fino a perdurare nei nostri giorni. La vita di Olivetti, attraversa la prima guerra mondiale, il primo dopoguerra, la dittatura fascista, la seconda guerra mondiale ed infine il secondo dopoguerra e il “boom economico” in Italia degli anni ’60.

Nato ad Ivrea (Torino), l’11 Aprile del 1901 da mamma Luisa e papà Camillo, studiò presso l’istituto tecnico di Cuneo, materie scientifiche come la fisica e la matematica. Dopo il diploma, con lo scoppio della Grande Guerra dovette arruolarsi nel Regio Esercito, arrivando purtroppo già ad avvenuta fine guerra.

Si iscrisse al Politecnico di Torino, dove studiò e si laureò in Ingegneria Chimica. Fu un ragazzo prodigio per i suoi tempi, ebbe molte discussioni con il padre, uomo dotto e anch’egli genio che lo portò a distaccarsi dalle decisioni che il padre desiderasse per lui.

Adriano Olivetti
Adriano Olivetti in una foto dei tempi

Dopo la dittatura fascista, e il secondo conflitto mondiale Adriano Olivieri, si dedicò anche all’attività politica; fondò nel 1948 a Torino il Movimento Comunità che aveva il compito di conciliare una sintesi tra cultura tecnico-scientifica e cultura-umanistica.

Questo movimento, rappresentò per le future coalizioni politiche un importante ago della bilancia per le future maggioranze del Parlamento e per i futuri governi, della neonata Repubblica Italiana. Il suo movimento, fu cruciale per votare la fiducia al governo Fanfani.

Morì nel 1960, presso Aigle (Svizzera), su un treno per Losanna che lo avrebbe portato da alcuni banchieri svizzeri per farsi finanziare la sua azienda.

Il nuovo concetto e la nuova organizzazione del lavoro di Adriano Olivetti

La sua società, attualmente ancora in attività la Olivetti S.p.a non è soltanto una società che ha innovato tecnologicamente il nostro paese, producendo macchine per scrivere, per calcolo o di elettronica.

E’ stato il modello di lavoro e di organizzazione del lavoro che ancora la stessa società segue, ma non solo, modello innovativo per moltissime successive aziende.

In un periodo storico che vedeva alle antipodi due sistemi economici: il capitalismo (Stati Uniti e NATO) e il comunismo (URSS e paesi del c.d “Patto di Varsavia”); Olivetti riteneva giusto che posse possibile creare un equilibrio tra solidarietà sociale e profitto.

Con l’idea, giusta e condivisibile di creare un’idea di “felicità collettiva“; in quanto gli operai in condizioni migliori potessero avere migliori salari e anche migliori rendimenti, rispetto alle altre grandi aziende italiane del tempo.

Adriano Olivetti
L’utopia concreta di Adriano Olivetti, nella Olivetti S.p.a in una foto dell’epoca

L’idea di Olivetti del lavoro operaio si basava su due cardini: capacità tecnico-operative e capacità creativo-sensitive; infatti durante le pause gli operai della Olivetti potevano arricchire il proprio bagaglio tecnico e culturale con svariati strumenti: biblioteche, dibattiti, seminari, concerti, arte e poesia.

Qualsiasi divario tra operai, superiori ed ingegneri era appiattito ed ognuno rappresentava un tassello importante dell’azienda capace di dare il proprio personale contributo per la crescita non dell’azienda stessa ma sopratutto per la propria crescita personale.

Da quest’idea rivoluzionaria del lavoro, alla nascita dell’antenato del desktop computer

E’ proprio da questo grandissimo esperimento sociale e lavorativo di Adriano Olivetti; che è nato quello che possiamo orgogliosamente definire l’antenato più lontano (il primate, se possiamo definirlo così) del desktop computer; l’Olivetti Programma 101 che è stato lanciato sul mercato nel 1966, quando IBM solo un anno prima aveva costruito il computer da stanza.

Adriano Olivetti
Olivetti Programma 101, l’antenato dei moderni desktop computer

L’antenato primate del desktop computer e il modello di società desiderato e voluto da Olivetti è stato da ispirazione per moltissime aziende multinazionali nate negli anni successivi. Olivetti ha ispirato se non in maniera diretta le menti di Steve Jobs e Steve Wozniak per Apple e per il loro primo computer l’Apple I.

Ma anche il giovane Bill Gates è stato ispirato per il suo sistema operativo Windows dall’ingegnere italiano. Chiunque ambisca a rinnovare il tessuto produttivo e sociale non solo del nostro paese ma del mondo intero.

Perché è importante considerare Adriano Olivetti, come figura importante se si vuole ripartire in maniera diversa?

Le sfide che ci attenderanno, dopo il Coronavirus saranno dure e competitive per tutti coloro che vorranno innovare la propria idea di profitto e di lavoro. Ma è importante dare un’occhiata a ciò che ha fatto Adriano Olivetti per capire come ripartire pensando ai profitti ed ai propri dipendenti.

Ogni imprenditore dovrebbe, seppur in minima parte attuare almeno una delle tante misure adottate all’interno della Olivetti S.p.a. Se vogliamo il rispetto dei lavoratori e delle lavoratrici, dovremmo vedere con un occhio diverso l’operato dell’Ing. Olivetti.

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